Extreme: l'affascinante storia della Slackline

 

Conosco quella sensazione che nasce nello stesso momento in cui realizziamo che l'estate è arrivata e non possiamo perderci un istante della stagione perché dura poco e vola sempre troppo in fretta. Ci viene voglia di fare cose che non abbiamo mai fatto, e che in inverno sotto le coperte non ci verrebbe mai in mente di fare, solo perché è estate. Se siete a corto di idee, volete evitare di fare sempre le solite cose e sareste disposti a provare qualcosa di veramente estremo, vi consiglio vivamente di provare lo slacklining. Prima di lanciarsi in questa avventura, però, dobbiamo capire di che si tratta.

Cos’è lo Slacklining?

Lo slacklining è riconosciuto come sport estremo che deriva dall’equilibrismo e dal funambolismo. Se vi è mai capitato di andare al circo, avrete quasi sicuramente visto un acrobata camminare in equilibrio su una corda. In questo caso non si tratta di una corda, ma di una Slackline - letteralmente “linea allentata” - ovvero una fettuccia di poliestere o nylon (quindi resistente), generalmente larga dai 2,5 cm ai 5 cm. La fettuccia viene legata a due estremità opposte, salde e sicure, e a questo punto è pronta per l’uso. Un po' come nella foto, insomma.

Nonostante per alcuni di voi questo sport possa sembrare una novità, è dagli anni ‘80 che viene praticato e una storia affascinante vi ruota attorno. Ci troviamo negli Stati Uniti, in compagnia degli scalatori Adam Grosowsky e Jeff Ellington: coloro che per la prima volta sperimentarono un nuovo allenamento per mantenere l’equilibrio basato principalmente sul camminare su superfici ridotte e instabili come corde e catene. Coloro che, di fatto, lanciarono le basi dello slacklining e vengono considerati i padri di questo sport.

Parlando delle origini dello slacklining, non possiamo non fare riferimento al Parco Nazionale californiano di Yosemite. Questo luogo a dir poco magico, veniva considerato un vero e proprio luogo di culto, una vera e propria fonte di ispirazione per tutti gli appassionati di arrampicata. Per poi diventare il palco perfetto per quella che è stata la prima sfida tra pionieri di Slacklining: la traversata della Lost Arrow Spire Highline. A questo punto della storia bisogna ricorda il nome di Scott Balcom, che riuscì nell’impresa di camminare la linea che ha reso celebre lo slacklining.

Da questo momento in poi, la storia di questo sport si scrive da sola. Vengono sviluppate diverse tecniche, in diverse parti del mondo. A proposito di tecniche, definiamo bene le tre principali, e una quarta meno conosciuta ma troppo bella da non prendere in considerazione.

 

Highline

L'Highline consiste nell’utilizzo di una fettuccia tesa ad un’altezza a dir poco considerevole. Questa tecnica richiede un’imbracatura di sicurezza. A questo punto prova ad immaginarti quest’estate, sul ciglio di una montagna pronto per attraversare il vuoto su di una fettuccia spessa massimo 5cm. Spero solo tu non soffra di vertigini. Una piccola curiosità in merito a questa tecnica tocca i più esperti, solo gli esperti. Alcuni di loro esercitano l’highlining in una modalità chiamata free solo, ovvero senza imbracature.

© shibbystylee, Step Out - Highline Slackline in Hawaii

 

 

Trickline

Questa tecnica consiste nel creare evoluzioni - o trick - su di una fettuccia della larghezza di 5cm e lunghezza approssimativa che va dai 10 ai 25 metri. Se sei un appassionato di sport estremi conoscerai sicuramente la maggior parte dei nomi dei trick, che generalmente accomunano tutti questi sport. La specialità del tricking rende il tutto più interessante e per alcuni più invitante.

 

Longline

La specialità della longline richiede di camminare su una fettuccia il più lunga possibile, ad un’altezza ragionevole. Se questa premessa vi ha fatto alzare le spalle e pensare che magari potrebbe essere la scelta per voi, aspettate. La difficoltà di questa tecnica sta nella capacità di mantenere l’equilibrio per molto tempo, considerando che più tempo passa e più la fettuccia diventa instabile e di conseguenza l’equilibrio difficile da gestire.Ci sono state longline lunghe 600 metri.

 

 

Waterline

Questa quarta tecnica non è parte delle principali, ma nonostante ciò è una delle più affascinanti. La specialità della waterline consiste nel tendere una slackline su di uno specchio d’acqua, che sia il mare o una piscina è indifferente, così che nel momento in cui si perde l’equilibrio ci si fa letteralmente il bagno. Il che è ottimo, considerando che in estate non c’è niente di peggio del sudore e dell’insofferenza per il caldo.

 

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