eL Seed: la street art per combattere il pregiudizio

Ci troviamo su una delle alture del monte Muqattam, nel quartiere cairota di Manshiyat Naser, più conosciuta come “città pattumiera”, in Egitto.
Solo da questo punto abbiamo l’intera percezione dell’opera d’arte anamorfica più grande del Cairo, realizzata dall’artista eL Seed con l’obiettivo di liberare ognuno di noi dal pregiudizio e di portare unione all’interno di questa comunità.

eL Seed è un artista franco-tunisino che nella prima adolescenza ha iniziato a familiarizzare con le sue origini e trovato la propria identità nel calligraffitismo: una forma d’arte molto vicina alla street art e graffitismo, che sfrutta la calligrafia.

Il giovane artista negli anni non rimane indifferente al pregiudizio che nutre l’uomo Occidentale, in particolare nei confronti di civiltà povere, colpite dalla guerra o semplicemente troppo diverse. Il vero obiettivo artistico di eL Seed, realizzando murales in giro per il mondo, è quello di riportare citazioni o poesie significative per il paese in cui si trova, ma al contempo vuole dare uno scossone morale a tutti noi che spesso siamo troppo annebbiati dai preconcetti per apprezzare ed accettare la diversità culturale.

Ed è proprio uno dei quartieri più poveri della periferia del Cairo l'improbabile tela su cui eL Seed ha scelto di dipingere "Perception", un murale che si estende su più di 50 edifici. Manshiyat Naser è considerata e comunemente riconosciuta come “città pattumiera”, questo perché i suoi abitanti raccolgono da decenni la spazzaturadel Cairo e la smistano nel loro quartiere. Nonostante l’apparente confusione, la città è perfettamente organizzata e ha sviluppato uno dei sistemi di smistamento della pattumiera più efficienti e di alto profitto a livello globale, ma nonostante ciò viene considerata sporca, emarginata e segregata.

L’idea che ha spinto eL Seed a realizzare quest’opera d’arte è stata quella di voler abbellire il sobborgo povero e dimenticato, sperando che l’arte riuscisse a portare un briciolo di luce in questa comunità isolata e dimenticata dal mondo. La realizzazione di questo progetto ha fatto sì che la visione dell’artista stesso, in merito alla comunità di Manshiyat Naser, cambiasse in positivo: loro non sono spazzatura, né vivono nella spazzatura, piuttosto vivono della spazzatura.

 

Solo verso la fine di questa esperienza, dall’artista stesso considerata: “L’esperienza umana più stupefacente che potessi vivere”, eL Seed realizza che il vero scopo del progetto non è quello di rinnovare la città attraverso la bellezza dell’arte, ma cambiare la percezione e riuscire ad aprire un dialogo sulla relazione che abbiamo con le comunità che non conosciamo.

“Chiunque voglia vedere chiaramente la luce del Sole deve prima strofinarsi gli occhi”, è questa la citazione, di Sant’Anastasio di Alessandria, riportata da eL Seed in “Perception”.

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